La Chiesa di San Nicola in Montedoro è una piccola tappa del centro storico di Martina Franca, lontana dalla monumentalità della Basilica e interessante proprio per la sua scala raccolta. Si trova nel rione Montedoro e conserva all’esterno elementi tardo-medievali; l’interno, quasi sempre chiuso, custodisce tracce pittoriche stratificate nei secoli.
La visita in breve
Una chiesa minuta da inserire in una passeggiata a Montedoro
- DoveRione Montedoro, Via Ghibellini
- Tempo10-15 minuti dall’esterno
- AccessoInterno quasi sempre chiuso

Una storia per stratificazioni
Dalla Chiesa di San Paolo dei Greci a San Nicola dei Poveri
Secondo la scheda ufficiale del Comune di Martina Franca, nel Trecento il sito era occupato dalla Chiesa di San Paolo dei Greci, nome con cui veniva indicato anche il vicinato. L’edificio andò in rovina nel Cinquecento e fu ricostruito nel Seicento.
La chiesa fu inizialmente chiamata San Nicola dei Poveri, per il ruolo socio-assistenziale svolto insieme all’Ospedaletto di vico Cavour. In seguito prevalse il nome San Nicola in Montedoro: Montedoro identifica il rione e richiama un’antica famiglia oggi estinta.
Guardate con attenzione
Portale, rosone e copertura in chiancarelle
01
Il portale
L’ingresso ad ogiva e la nicchia lunettata conservano il carattere tardo-medievale più leggibile della facciata.
02
Il piccolo rosone
Il motivo a raggiera porta luce e ritmo su un prospetto altrimenti essenziale e privo di apparato monumentale.
03
Il tetto e la vela
La copertura a falde incrociate usa le tipiche chiancarelle; sopra emerge un campanile a una sola vela.
Cosa conserva l’interno, quando è accessibile
L’aula rettangolare è stata rimaneggiata più volte. Gli altari in pietra risalgono al Seicento, mentre il repertorio pittorico comprende interventi compresi tra Cinquecento e Ottocento. Ridipinture, rimozioni e tracce di sinopia rendono visibile la complessità della conservazione.
Al centro si trova una Madonna delle Grazie con San Nicola, San Benedetto, Santa Scolastica e una santa martire, probabilmente Santa Comasia. La pittura fu ritoccata nel 1802 da Francesco Carella. Le pareti conservano inoltre, in condizioni diverse, soggetti come la Pietà, la Madonna del Rosario, Sant’Antonio da Padova e San Francesco da Paola.
Queste informazioni aiutano a capire l’edificio anche quando la porta è chiusa; non vanno però interpretate come garanzia di apertura o di visita interna.


Un percorso breve
Come inserire San Nicola in una visita di Martina Franca
Partite dal cuore barocco tra Piazza Plebiscito e la Basilica di San Martino, poi allontanatevi gradualmente dalle piazze più frequentate verso Montedoro. San Nicola funziona bene come tappa di passaggio, non come destinazione isolata: osservate la facciata, il rapporto con le case e la dimensione del vicinato.
Potete proseguire verso San Vito e rientrare nel centro storico seguendo strade diverse, costruendo un anello senza fretta. Per collegare questa deviazione a Palazzo Ducale, Palazzo Stabile e agli altri luoghi principali, consultate l’itinerario di Martina Franca in un giorno.
Prima della passeggiata
Informazioni pratiche per la visita
- Accesso
- Il Comune indica che la chiesa è quasi sempre chiusa: pianificate anzitutto l’osservazione esterna.
- Durata
- Calcolate 10-15 minuti per la facciata e almeno 45 minuti se costruite una passeggiata nel rione.
- Comportamento
- Se trovate la chiesa aperta, ricordate che resta un luogo di culto e rispettate eventuali celebrazioni.
- Verifica
- Per informazioni aggiornate o possibili aperture contattate l’URP ai recapiti indicati nella scheda comunale.
Suite San Martino si trova nel centro storico e può essere una base comoda per esplorare a piedi Martina Franca prima di proseguire verso gli altri borghi della Valle d’Itria.
Fonti e approfondimenti
- Comune di Martina Franca – Chiesa di San Nicola in Montedoro
- Comune di Martina Franca – Basilica di San Martino
Contenuto aggiornato il 29 luglio 2026. L’apertura della chiesa non è regolare: verificate eventuali accessi con il Comune.




